STO MALE? (esperanto n°9 - preview)
17 12 2008

Sto male, non riesco a piangere nemmeno a parlare, non riesco a ridere ne mai riuscirò.
Sto male, che cosa mi succede neanch’io lo so.
Sto male, d’altronde questo è il mio stato naturale e forse questo male é il mio bene.
Sto male, sto male, sto male: se questo è il bene allora voglio di più
(PROZAC+)
Molti ritengono che la ragione dei disturbi psichiatrici, in larga misura, sia da ricercarsi nella costituzione genetica delle persone. Serial killers, maniaci compulsivi e depressi protosuicidi insomma ci si nasce, non ci si diventa.
Fuori dal coro l’opinione del professore americano Edmund Higgins, specialista in psichiatria: “Grazie a una nuova concezione della malattia mentale - dice lui - i ricercatori stanno scoprendo che le esperienze vissute nel corso della vita possono letteralmente «cambiare la testa» di una persona, aggiungendo una specie di patina chimica al DNA che controlla le funzioni del cervello. Questo processo però non altera la sequenza di DNA usata dalle cellule per sintetizzare le proteine, la cosiddetta «sequenza codificante». Un’esperienza traumatica, l’abuso di stupefacenti, la mancanza d’affetto, possono agire in modo che certe molecole si leghino al DNA di un individuo. Ma senza andare a toccare ciò che costituisce l’essenza di un gene, cioè la sua sequenza codificante”.
Una prospettiva che cambia tutto e che richiede una riflessione. Per come percepisco l’uomo del terzo millennio non mi sento proprio fiducioso. C’ho paura: degli altri, ma soprattutto di me.
Non sono Nostradamus ed il mio corpo non ospita un’anima che sarà degna di beatificazione, perciò chi mi garantisce che da qui alla mia sepoltura non sbrocco? Un pensierino al suicidio lo fanno tutti prima o poi. magari solo un abbozzo di progetto; la vita è dura… Se a morire poi deve essere qualcun altro non ne pariamo nemmeno: ancora ho la mente sgombra da truculente sculture gore composte da corpi mutilati e teste mozzate, ma un paio di persone che vorrei vedere morte ci sono e per loro fortuna il carcere è un’opzione che al momento scarto, ma la scoperta di un tumore in stato avanzato potrebbe farmi cambiare idea.
Insomma, questo per dirvi che si fa presto a compatire chi è turbato, ma cari lettori: “del doman non v’è certezza, chi vuol esser lieto sia”.
Categorie : Educazione, Società

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