Marco

Novità assoluta per la Parrocchia!

8 03 2009

 

L’amministrazione comunale ha incontrato per la prima volta il consiglio Pastorale di Castelfranco di sopra, siamo contenti di questo storico evento che ci colloca come un importante risorsa per il buon andamento della comunità, stimiamo molto questo gesto che conferma la tendenza all’ascolto del prossimo senza riserva, anche perchè proprio da poco è partito un gruppo di persone che si impegneranno per la Caritas sia parrocchiale che diocesana. Questo nuovo stile fortemente voluto dal nostro parroco Don Giancarlo Brilli inaugura una nuova tendenza incentrata sull’ascolto verso tutti coloro che vorranno richiedere aiuto. Ringraziamo il Sindaco Rita Papi che ha condiviso con noi questo momento di particolare intensità lasciandoci intendere che rimarrà fedele a questo impegno preso con il nostro consiglio. Auguriamoci che questo nuovo metodo possa divenire per chiunque verrà una novità da non tralasciare mai, ma anzi di riceverne tutti i benefici possibili.

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Marco

TV CHE VIENE TV CHE VA!

3 03 2009

La vera follia è ingoiare la cronaca televisiva senza un proprio punto di vista, lasciandosi penetrare in profondità senza alcuna possibilità di riflessione.

L’abuso di questo tipo di droga con smercio consentito dai nostri politici e da tutti coloro che la sfruttano, ha effetti devastanti per la nostra capacità di elaborare le idee.  Il tutti contro tutti innescato da questa incessante chiacchierona, oramai liberamente indisturbata, crea nei pochi minuti di servizio concessi a qualche giornalista predatore, la possibilta di aprire e chiudere un caso con giudizio inappellabile, la burocrazia invece ancora rimasta agli anni cinquanta tenta di risalire ai livelli della cronaca televisiva, ma la quantità dei casi espressi passa ogni possibile immaginazione. Quindi fino a quando non potranno pronunciarsi i giudici, avremo un TU SEI COLPEVOLE, il resto si vedrà.

Oggi va di moda la crisi, tutti oramai ne parlano, ma è come se il resto non contasse più niente, dimenticato tutto, i precedenti servizi giornalistici su rifiuti, tasse, ambiente, spariti nel ingordigia televisiva, adesso è tempo di crisi, per un momento siamo stati investiti da questo scottante problema mentre giriamo le nostre forchette negli spaghetti al pomodoro, alla sera poi si apre il misero caso Eluana, mentre il nostro brodo è ancora troppo caldo per potercelo concedere.

Essere folle, vivere in libertà come un dono, non tralasciando l’importanza e l’entità di casi importanti come quelli degli ultimi giorni, però vivendoli con un punto di vista proprio, difendersi da quelle inesauribili cronache che ci portano molto lontani da noi stessi e dalla metà, non cadendo nelle trappole della vanità televisiva assoluta, da dove possono permettersi il lusso, di stravolgere i nostri sogni è la nostra vita che vogliono ed è quella che prendono. Follia è vivere fedeli a se stessi, vorrei che essa si spandesse davvero come l’aria che respiriamo, pensando che sia possibile far vivere gli altri nella piena soddisfazione, accettando il difetto come un sorprendente pregio ed un comune amico dal quale non nascondersi e non sfuggire, ma accoglierlo pienamente così come egli è..

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Paolo

ASSASSINIO POLITKOVSKAJA: ANALISI DI UNA ASSOLUZIONE

24 02 2009

Anna Stepanovna Politkovskaja

 

Passati oltre 2 anni dall’omicidio della giornalista russa Anna Stepanova Politkovskaja, si è concluso il processo con l’assoluzione dei 4 imputati.

Presso la Corte Militare dell’Arbat moscovita è andato in scena uno spettacolo grottesco: presenti alla sbarra 3 balordi ceceni e un poliziotto russo radiato a causa dei suoi legami con la malavita (rinomitati la Cosca Lasagna, per via del ristorante dove erano soliti ritrovarsi). I quattro indagati erano accusati di complicitità nell’assassinio, per altro con un ruolo del tutto marginale. Latitavano, invece, (e latitano tuttora) il mandante e l’esecutore. 

Immancabili le insurrezioni della stampa (ovviamente non Russa, a parte le rare eccezioni come la Novaja Gazeta, il quotidiano della stessa Politkovskaja), non tanto per l’assoluzione, quanto per metodo con cui è stata portata avanti l’indagine, definita frettolosa e lacunosa, tanto da rendere evidente la volontà di lasciare questo caso insoluto.

La conclusione del processo ha però almeno un aspetto positivo, ha riportato l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla questione dei diritti umani e civili nella Russia di Putin… almeno in quei 30 secondi di servizio al Tg.

 

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e-speranto

LA REDAZIONE SU FACEBOOK

23 02 2009

La redazione de L’Esperanto ha creato il proprio account di Facebook, in questo modo potremo essere costantemente in contantto con i nostri lettori.

Invitiamo dunque, chi lo desidera, ad inviere una richiesta di amicizia a:

Redazione Esperanto

Inoltre abbiamo creato il gruppo: Esperanto - Per Comunicare

A presto!

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Cristian

STO MALE? (esperanto n°9 - preview)

17 12 2008

 

 

 

Sto male, non riesco a piangere nemmeno a parlare, non riesco a ridere ne mai riuscirò.
Sto male, che cosa mi succede neanch’io lo so.
Sto male, d’altronde questo è il mio stato naturale e forse questo male é il mio bene.
Sto male, sto male, sto male: se questo è il bene allora voglio di più

(PROZAC+)

 

Molti ritengono che la ragione dei disturbi psichiatrici, in larga misura, sia da ricercarsi nella costituzione genetica delle persone. Serial killers, maniaci compulsivi e depressi protosuicidi insomma ci si nasce, non ci si diventa.

Fuori dal coro l’opinione del professore americano Edmund Higgins, specialista in psichiatria: “Grazie a una nuova concezione della malattia mentale - dice lui - i ricercatori stanno scoprendo che le esperienze vissute nel corso della vita possono letteralmente «cambiare la testa» di una persona, aggiungendo una specie di patina chimica al DNA che controlla le funzioni del cervello. Questo processo però non altera la sequenza di DNA usata dalle cellule per sintetizzare le proteine, la cosiddetta «sequenza codificante». Un’esperienza traumatica, l’abuso di stupefacenti, la mancanza d’affetto, possono agire in modo che certe molecole si leghino al DNA di un individuo. Ma senza andare a toccare ciò che costituisce l’essenza di un gene, cioè la sua sequenza codificante”.

Una prospettiva che cambia tutto e che richiede una riflessione. Per come percepisco l’uomo del terzo millennio non mi sento proprio fiducioso. C’ho paura: degli altri, ma soprattutto di me.

Non sono Nostradamus ed il mio corpo non ospita un’anima che sarà degna di beatificazione, perciò chi mi garantisce che da qui alla mia sepoltura non sbrocco? Un pensierino al suicidio lo fanno tutti prima o poi. magari solo un abbozzo di progetto; la vita è dura… Se a morire poi deve essere qualcun altro non ne pariamo nemmeno: ancora ho la mente sgombra da truculente sculture gore composte da corpi mutilati e teste mozzate, ma un paio di persone che vorrei vedere morte ci sono e per loro fortuna il carcere è un’opzione che al momento scarto, ma la scoperta di un tumore in stato avanzato potrebbe farmi cambiare idea.

Insomma, questo per dirvi che si fa presto a compatire chi è turbato, ma cari lettori: “del doman non v’è certezza, chi vuol esser lieto sia”.

 

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