ESPERANTO
L’Esperanto è una lingua artificiale sviluppata alla fine dell’ottocento dal medico oculista Ludwik Lejzer Zamenhof. Il nome esperanto proviene infatti dallo pseudonimo con cui era solito firmarsi: Doktoro Esperanto (colui che spera). Tale lingua universale nasce con lo scopo di migliorare le relazioni tra i popoli attraverso la comprensione reciproca.
Nel 1954 l‘UNESCO riconosce che la lingua Esperanto, considerati i risultati raggiunti nel campo degli interscambi intellettuali internazionali e per l’avvicinamento dei popoli del mondo, risponde ai suoi scopi ed ideali.
Per saperne di più: vedi wikipedia 
LA RIVISTA
L’Esperanto non ha una linea editoriale, se non quella di ciascun membro della redazione, rimanendo sempre nell’ottica della comunicazione, intesa come momento di scambio fertile. Ogni tema, ogni articolo vuole essere niente di più che una dichiarazione di intenti per il dialogo, una proposta che attende una risposta.
L’Esperanto è la volontà di interrogarsi su certi temi tramite un approccio generale - lasciando poi alla curiosità del singolo l’approfondimento - e senza cavalcare le notizie del momento sulla scia dell’emotività. Stuzzicare la curiosità - non oso dire smuovere le coscienze - mi sembra che sia un obiettivo impegnativo e dunque un contributo prezioso. Per adempiere a questo impegno il giornale affianca alle sue uscite ulteriori iniziative, come cineforum, mostre e conferenze.
L’Esperanto è totalmente gratuito. La redazione si impegna gratuitamente e non ha scopo di lucro, ma anzi finanzia il giornale per far fronte alle spese.
L’Esperanto è anche una iniziativa che da la possibilità a tutti, ed in particolare ai giovani, di poter dire la loro, di esprimersi, di dare sfogo alla propria passione per scrittura.
L’Esperanto è un gruppo eterogeneo di giovani che si impegnano e si misurano in questa avventura, presentando se stessi e aprendo le orecchie all’ascolto.
LA REDAZIONE












