Cristian

VIETATO ESPIARE

23 07 2008

Si fa bene a versar lacrime; piangere serve a scaricare i nervi, le tensioni vengono espulse sotto forma liquida dal corpo e si riparte con ritrovato vigore. Anche sull’autostrada hanno capito l’importanza di un salutare break: “Se sei stanco fai una sosta all’area di servizio”. Se si piange si fa un piacere a tutti, soprattutto a chi non ci apprezza e ci vede col culo per terra. Sarò un insensibile, ma personalmente mi dispiaccio del pianto di un pargolo solo se è il figlio di qualcuno a me caro, per tutti gli altri bafonchio cose del tipo “che palle sto ragazzino! Ma la finisce o no?” o “se un si cheta l’affogo!”; la seconda, particolarmente, quando sono in spiaggia sotto l’ombrellone a tentare di dormire.

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Quindi, piangere è ancora “in”, basta farlo nell’intimità domestica, da soli o con chi ci vuol dare una mano.

Vergognarsi invece è decisamente “out”. Espiare una colpa non va più di moda, il senso dell’onore è da calcolarsi secondo parametri più moderni, che tengano conto di fattori assolutamente estranei all’educazione ed all’integrità dell’individuo. Ruba pure, ma non ti far beccare. Al limite ruba così tanto da farti sorprendere con le mani del sacco, ma non confessare.

Gli eroi sono morti ed estinti, restano solo dei pallidi e risibili imitatori di Ulisse.

Cristian

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