ANNIVERSARI
29 08 2008ATOMICA DELLA TERZA ETA’
Cinquantanove anni fa esplodeva a Semipalatinsk, in Kazakistan, la prima bomba atomica sperimentale sovietica. Un ordigno ancora imperfetto, tutto sommato piuttosto rudimentale, ma abbastanza potente da polverizzare tutto nel raggio di alcuni chilometri. La guerra fredda aveva appena ricevuto il suo battesimo. Da quel momento, per altri quarant’anni, Stati Uniti e URSS avrebbero fatto a gara a chi aveva il petardo più grosso, arrivando sul punto di tiraseli, nel ‘62, quando il compagno Fidel accettò di montarne un paio dalle sue parti.

In quegli anni si sarebbe raggiunta per la prima volta nella storia la possibilità dell’essere umano di garantirsi l’estinzione, e l’impossibilità di usare tutti quei bei fuochi d’artificio su di un nemico che ne aveva altrettanti avrebbe fatto capire ad entrambi i blocchi che non ci sarebbe stato nessuno scontro di civiltà, nessun conflitto ideologico “caldo”, ma solo una continua schermaglia, guarnita di guerricciole secondarie, fino all’esaurimento di una delle due parti. Così è stato, e nel ‘91 l’Unione Sovietica ha chiuso i battenti, rovesciando sulle popolazioni che l’avevano vissuta tutto ciò che di tragico comporta la fine di un mondo. Ma le bombe atomiche sono sempre lì, nei silos, a centinaia. Sono state create per esplodere, e non sono buone per nient’altro.
Categorie : Guerra

(1 votes, average: 4 out of 5)













