PaolochiudiAutore: Paolo
Nome: PAOLO VECCHI
Email: paolovecchi@hotmail.com
Biografia: Nato a Figline Valdarno il 29-06-1984, risiede a Castelfranco di Sopra ed è uno dei fondatori del periodico L'Esperanto. Dopo aver conseguito il diploma di Laurea triennale in Economia e Commercio nel 2006, studia Scienze Economiche e Sociali all'Università di Firenze. Oltre all'interesse per le tematiche politiche, economiche, sociali ed ambientali, ha una passione per la letteratura e la poesia. Nel 2004 ha pubblicato una raccolta di poesie con la casa Edizioni Remo Sandron. Attualmente collabora con la testata giornalistica locale Metropoli.Altri articoli di questo autore (5)
10
03
2009
Volenti o nolenti il parlamento, nei regimi democratici, è lo specchio di un paese. Non a caso i parlamentari sono i nostri rappresentanti e nella rappresentazione che forniscono sono presenti tutte le virtù, ma anche tutti i vizi, degli italiani.
Ammesso che ad ogni tornata elettorale si selezionino gli individui più virtuosi per rappresentare l’Italia, questo significa che i nostri parlamentari eccellono: eccellono nelle virtù, ma eccellono anche nei vizi.
Allora non c’è da stupirsi se da oggi nel parlamento italiano si voterà per mezzo di uno strumento di riconoscimento delle impronte digitali, per impedire ai nostri rappresentanti di imbrogliare votando anche per i colleghi assenti.
L’Italia da sempre ha avuto degli eccellenti pianisti…
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FrancescochiudiAutore: Francesco
Nome: FRANCESCO BENEDETTI
Email: franz.benedetti@virgilio.it
Biografia: Nato a Figline Valdarno il 13-09-1987, collabora con l'Esperanto dal 2005. Studia storia contemporanea all'Università degli Studi di Firenze. Interessato di tematiche politiche e sociali, si occupa principalmente di politica internazionale, storia e filosofia. Dal 2008 milita nel movimento politico Casapound Italia. Dal 2004 suona in una Black Metal Band (Mallevs Maleficarvm) con la quale ha inciso un album (March of Death Squads - 2007). Oltre all'esperanto collabora con la rivista d'area Occidentale e cura un blog personale, CountBloodyLand.Altri articoli di questo autore (10)
30
07
2008
PRAGA, PATRIA DELLE FINESTRE (E DEI DEFENESTRATORI)
C’è una curiosa passione a Praga, quella delle finestre. Non costruirle, nè dipingerle, né tantomeno appenderci i panni ad asciugare, ma scavalcarle e volare di sotto. Tradizione datata quella dei praghesi, e confermata dalle recenti statistiche, che vedono nella “morte per lancio” la seconda modalità di suicidio nella capitale Ceca.

Tutto nasce in un afoso 30 Luglio 1419 , quando a seguito degli attriti fra hussiti e cattolici un gruppo di rivoltosi seguaci di Jan Hus penetrarono nel palazzo del governo cittadino, e pensarono bene di risolvere la questione lanciando sette consiglieri dalla finestra. Un volo di sette metri non avrebbe lasciato scampo ai poveri consiglieri, che insieme alla tragedia, andarono incontro anche alla beffa, finendo proprio sulle lance delle guardie poste a sorveglianza del palazzo. Risolvere le questioni sociali lanciando gli avversari dalla finestra divenne in breve uno dei tratti caratteristici della cultura ceca, se è vero che nel 1483 altri sette magistrati conobbero l’ebbrezza di un salto diretto dal quarto piano al piano terra: questa volta non c’erano le lance, ma le solide lastre di pietra della via maestra, sulle quali tutti e sette lasciarono le loro ossa più importanti. Nel 1618 all’elegante espediente ricorsero gli aristocratici, che presero sottobraccio tre delegati imperiali e li accompagnarono al finestrone più vicino, dove la forza di gravità fece il resto. In questi casi spesso non rimane al povero malcapitato che pregare per un improbabile miracolo, che, bontà divina, si manifestò in una non proprio elegante montagna di letame, che per puro caso era stata poggiata a ridosso del muro del palazzo. Un poco atletico tuffo nella fanga lasciò praticamente illesi i tre disgraziati, uno dei quali venne perfino nominato cavaliere con l’epiteto di Von Hohenfall, letteralmente “Caduto dall’Alto” (per non dire caduto sulla….). L’era moderna non ha cambiato affatto le abitudini volatili dei boemi, che nel 1948 videro il loro ministro degli esteri proiettarsi dalla finestra del bagno ministeriale. Nel 1997 alla politica si è aggiunta l’arte: il novellista Bohumil Hrabal chiuse in bellezza la propria stagione di vita, cadendo dal quarto piano nel tentativo di nutrire alcuni uccelli annidatisi sul davanzale della finestra.
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