Martina

PECHINO 2008: giochi olimpici all’insegna della censura?

6 08 2008

Su IL Venerdi di Repubblica uscito venerdì scorso (n. 1063) un brillante articolo del corrispondente dalla Cina Federico Rampini ci informa riguardo alla premura con la quale il governo cinese si appresta a salvaguardare e garantire la “stabilità e l’ordine sociale” del regime in vista dei Giochi Olimpici.

Soppressione di manifestazioni, carcerazione preventive di intellettuali dissidenti, allontanamento dalla capitale di personaggi scomodi sono all’ordine del giorno. A tutto ciò si aggiunge la fantomatica Guida dello straniero ai giochi ovvero un vademecum per i turisti olimpici contenente oltre 50 domande e risposte e animato dal principio guida per cui “Lo straniero non deve danneggiare la sicurezza nazionale o l’ordine sociale”. La violazione di questo astratto principio può costare all’incauto turista olimpico 8 giorni di reclusione senza che vengano avvisate le autorità consolari né che venga concessa assistenza legale. Il regime cinese è in paranoia: teme gli attentati (è notizia recente un attentato a Pechino probabilmente di mano islamica), e soprattutto non tollera il rischio di critica. Sono infatti moltiplicati i controlli agli stranieri, ai quali è vietato introdurre libri, files, articoli, il cui contenuto possa danneggiare la cultura cinese e perfino portare bandiere; tutto ciò per prevenire l’ingresso di ospiti sgraditi come i militanti per i diritti umani o rampanti reporter. Così tra censure, arresti, repressioni, ronde militari e violazioni dei diritti umani questi giochi olimpici rischiano di essere ricordati fra i più tristi della storia.

Dico fra i più tristi perché anche altre edizioni non sono ricordate come eventi festosi. Come non ricordare le tragiche olimpiadi di Monaco del 1972 durante le quali un gruppo terroristico palestinese (settembre nero) prese in ostaggio 11 atleti israeliani: il tentativo di liberazione da parte delle forze armate tedesche finì in un bagno di sangue (11 gli atleti morti, 5 i terroristi, 2 i poliziotti), per non dimenticare i giochi olimpici di Atlanta 1996, durante i quali una bomba ucciso due persone e ne ferì oltre 100. Inevitabile però è il parallelismo fra i prossimi giochi e quelli disputatesi a Berlino nel 1936: anch’essi ospitati da un regime totalitario: quello nazista. La scelta della capitale tedesca fu subito contestata in quanto in Germania vigeva un regime che applicava le leggi razziali, che negava qualsiasi libertà di opinione, che stava implementando il proprio apparato militare. I giochi olimpici furono strumentalizzati dalla propaganda del Terzo Reich. Hitler inizialmente scettico di ospitare in casa quella che lui definì una “rassegna di ebrei” fu convinto dal fido Gobbels a che i giochi potessero essere l‘occasione per dimostrare al mondo la superiorità della potenza tedesca, attraverso la costruzione di opere faraoniche, e della razza ariana, grazie alle vittorie degli atleti tedeschi. La squadra olimpica tedesca si preparò scrupolosamente per mesi. Anche gli odierni padroni di casa hanno preparato con la manu militaris i propri atleti affinchè possano brillare nelle discipline più disparate.

Rinnovando il parallelismo, sembra che anche i dirigenti sportivi cinesi ricorrano a metodi non proprio ortodossi pur di assicurarsi la vittoria: pare infatti che la squadra di ginnastica abbia inserito atlete bambine - la cui età, sui documenti ufficiali, è stata “magicamente” fatta lievitare a 14 anni - più spericolate e elastiche delle colleghe più grandi.

Chissà se i giochi saranno l’occasione per scrutare all’interno del regime cinese o l’occasione per il regime stesso di stringere ancora di più la morsa della repressione e della censura.

 Manifestazione di Assisi organizzata in collaborazione dell’ANCI

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Francesco

ERESIE ARCHITETTONICHE

1 08 2008

AEROURBANISTICA

Quando si parla di futurismo subito viene in mente il celeberrimo detto “Guerra unica igiene del mondo”, poi subito dopo il Fascismo, e in genere, il discorso finisce lì. Cinquant’anni di oscurantismo artistico, sporadicamente violato dal quotidiano eroismo di qualche professore di Storia dell’Arte, hanno impiantato nella mente della gente una visione estremamente riduttiva di quella che fu l’Avanguardia fatta movimento artistico. Avanguardia in tutte le sue forme, ed in tutte le sue espressioni. non pretendo di descrivere in queste poche righe cosa fu realmente l’unica ventata d’originalità squisitamente italiana, dacchè non mi considero degno di superare con le mie parole quelle dei futuristi stessi, Marinetti in primis. Lascio quindi la paorola a loro, che mentre si affermava il modello della città moderna, grigia ed inscatolata nel conformismo borghese, già pensavano al ruralismo velocizzato, all’aeropoesia, all’aeroscultura, alla “Città unica a linee continue da ammirare in volo”

MANIFESTO FUTURISTA DELL’ARCHITETTURA AEREA - FT MARINETTI

Quasi tutte le belle città elogiate dagli automobilisti, essendo state costruite da uomini che ignoravano o curavano mediocremente il volo, hanno, se contemplate dall’alto, un aspetto povero e malinconico. Ai volatori, infatti, sembrano mucchi di rottami, affastellamenti di calcinacci, sparpagliamenti di mattoni o piaghe slabbrate.
Nè colore, nè carattere, nè geometria, nè ritmo.
Le citta più vive appaiono avviluppate di fumi grigi ammorbanti. Le città antiche mostrano una pietrificazione di beghine in gramaglie e neri monaci prostrati in cerchio sotto un campanile ammutolito.
Se atterriamo nel loro odore di benzina muffa cucina incenso tabacco e bucato, sentiamo la calce bluastra dei muri ardere di un desiderio di verde fresco libero volo, incapace come noi di vivere in quel luogo: tormentati frammenti di cielo! [...]
[...]Se entriamo in una di quelle abitazioni ci angoscia la pigiatura degli individui, ognuno a disagio, ognuno schiacciato, non vivificato dall’altrui umanità.
Assurda pazzia di un simile inscatolamento antispirituale, antiigienico, antipratico. Antiche, nuove o rinnovate queste città sono tutte indifese e distruggibili a capriccio di una squadriglia nemica.
Sono tutte antisportive poichè pigiano buffamente l’uomo nella massa sedentaria degli spettatori dello sport invece di agilizzare le sue individuali qualità sportive.
Noi poeti, architetti e giornalisti futuristi abbiamo ideato la grande Città unica a lineee continue da ammirare in volo, slancio parallelo di Aerostrade e Aerocanali larghi cinquanta metri, separati l’uno dall’altro mediante snelli abitati rifornitori (spirituali e materiali) che alimenteranno tutte le diverse e distinte velocità mai intersecantisi [...]
[...] mobili moli d’acciaio per offrire in ogni senso un abbraccio agli idrovolanti e organizzare plasticamente i lunghi ranghi d’onde tagliate dai voli bianchi dei gabbiani, le iridescenti aureole di schiume dei decollaggi e le cascate di diamanti che ornano gli ammaraggi sul verde intenso delle profondità marine[...]
[...]La città unica a linee continue mostrerà al cielo il suo parallelismo di aerostrade turchine oro arancione, aerocanali lucenti e lunghi abitati rifornitori a superfici mobili, i quali comunicheranno coi più alti aeroplani letterariamente, plasticamente, giornalisticamente, mediante armonie polimateriche di metalli cristalli marmi acque immobili agitate o cascanti, elettricità neon razzi[...] Nè leggi di verticalità nè leggi di orizzontalità. Gli edifici in forma di sfera, cono, piramide, prisma dritto triangolare, prisma obliquo quadrangolare, triangolo scaleno, triangolo isoscele, poliedro, losanga, avranno una individualità estetica e pratica[...]
[...] l’abitato rifornitore avrà un equilibrio perfetto tra le diverse parti consacrate all’abitazione, l’educazione, l’arte, la vita politica, l’industria, il commercio, l’agricoltura, lo sport ecc. [...]
[...]Ogni edificio però esprimerà, con la varietà sua polimaterica mobile e il suo giardinaggio complementare, l’anima del suo proprietario che apparirà e profumerà rosa acacia viola vaniglia ecc. Una foresta attraversata una montagna valicata o uno speciale abitato rifornitore costituiranno l’omaggio del popolo a un grande uomo o avvenimento glorioso.
Aboliremo la notte mediante enormi proiettori o soli artificiali volanti o immobili[...]
[...]Sulle più alte terrazze, radiazioni elettriche e elettromagnetiche serviranno a sfollare nuvole e nebbie o plasmarle e colorarle elegantemente [...].

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